Alexander Ospelt, nuovo presidente della Federazione internazionale di sci e snowboard (FIS), ha difeso i piani per organizzare i Campionati del mondo in ogni anno non olimpico. Il 58enne del Liechtenstein lo ha fatto in un'intervista all'ORF. Mercoledì sera, 9 settembre, incontrerà a Innsbruck i vertici della Federazione sciistica austriaca (ÖSV).
Cosa c'è sul tavolo
Nella riunione di Thun il Consiglio FIS ha approvato in linea di principio la prosecuzione di un modello con Mondiali in ogni anno non olimpico. Il cambiamento scatterebbe nel 2032, forse già nel 2028. La riforma non è ancora stata approvata in via definitiva.
Attualmente i Mondiali di sci alpino e nordico si disputano solo negli anni dispari, mentre i Giochi olimpici invernali cadono in uno dei due anni pari. Così un inverno su quattro resta senza un grande appuntamento di riferimento.
Gli argomenti di Ospelt
All'ORF Ospelt ha spiegato che un titolo mondiale significa moltissimo per gli atleti, anche dal punto di vista economico, che se ne discute da tempo e che la FIS farebbe questo passo a beneficio degli atleti. Ha aggiunto che il tema riguarda anche i Paesi più piccoli, che con un Mondiale avrebbero più nuovi obiettivi.
Come traguardo Ospelt ha indicato un calendario di Coppa del Mondo stabile e di lungo periodo, con i Mondiali fissi all'inizio di febbraio. A suo dire sarebbe molto più affidabile avere ogni anno lo stesso sistema, con i Mondiali fissi ogni febbraio e poi le finali di Coppa del Mondo. Lo ha definito un assetto adatto e coerente, e ha detto che al momento gli argomenti a favore del piano sono più di quelli contrari.
Ospelt ha citato Cina, Giappone e Corea del Sud come nuovi mercati. Secondo lui, organizzare lì un Mondiale e dare a quei Paesi la possibilità di entrare a far parte di un sistema più grande giova a tutti. Sempre secondo Ospelt, ne trarrebbero vantaggio anche le nazioni sciistiche minori, che gareggiano ai Mondiali ma non in Coppa del Mondo. A suo giudizio, la riforma potrebbe favorire anche gli organizzatori. Ha affermato che il piano avvicina l'intera famiglia dello sci e che vi vede molti vantaggi.
Secondo l'ORF, Ospelt non ha messo in dubbio che Mondiali aggiuntivi porterebbero benefici economici anche alla FIS. L'idea di rassegne iridate annuali l'aveva già presentata durante la campagna per la presidenza. Ha riferito che da un workshop non sono arrivati riscontri negativi né dagli atleti né dai loro rappresentanti. Ha inoltre detto di accogliere con favore, senza riserve, l'accesa discussione in corso, di non voler sbagliare nulla e di voler coinvolgere tutti nel nuovo confronto.
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La ÖSV ha criticato il modo in cui i piani sono stati comunicati e ha definito un simile modello non sensato dal punto di vista sportivo e strategico. In una nota la federazione ha affermato che un Mondiale deve restare qualcosa di speciale. Ha messo in guardia dal fatto che un'edizione quasi ogni anno comporta un grande rischio di inflazione e dunque di graduale svalutazione del prestigio sportivo di un Mondiale e di un titolo mondiale. La ÖSV teme inoltre che le singole stagioni e le singole gare di Coppa del Mondo perdano importanza. Fra i critici, c'è chi ha ricordato i controversi piani di espansione del Mondiale di calcio del presidente FIFA Gianni Infantino.
Secondo il Blick, Swiss-Ski ritiene l'idea assolutamente meritevole di essere valutata ed è aperta in linea di principio. Il co-CEO Diego Züger ha dichiarato che si tratterebbe di un Mondiale in più in quattro anni, cosa che, se impostata bene, può portare un valore aggiunto.
L'incontro a Innsbruck
Secondo watson.ch, Ospelt vuole portare gli austriaci a bordo in quanto una delle federazioni più importanti. Mercoledì sera, 9 settembre, incontrerà i vertici della ÖSV a Innsbruck per discutere del piano, non ancora approvato.



