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venerdì 16 ottobre 2026

Sci alpino

Chemmy Alcott svela i segreti della discesa di Cortina in POV

Chemmy Alcott porta i fan nella leggendaria discesa di Cortina attraverso una prospettiva mozzafiato in prima persona.

3 min di lettura snowpost

Sci alpino (foto d'archivio)
Foto: thelastminute / Wikimedia Commons, CC BY 2.0

Chemmy Alcott porta i fan nella leggendaria discesa di Cortina attraverso una prospettiva mozzafiato in prima persona.

L'ex sciatrice britannica Chemmy Alcott ha offerto agli appassionati di sci alpino un'esperienza unica, documentando la famosa discesa di Cortina d'Ampezzo con una ripresa in soggettiva che cattura ogni dettaglio di questa pista iconica delle Olimpiadi invernali.

La discesa di Cortina è considerata una delle piste più tecniche e spettacolari del circuito mondiale, e il video di Alcott ne dimostra chiaramente il perché. "Questa discesa a Cortina è davvero iconica, tutto quello che ami in una pista e tuttavia tutto quello che temi", spiega l'atleta durante la sua corsa.

Dalla partenza al settore Tofana

Il percorso inizia con una partenza esplosiva dal cancelletto, dove Alcott enfatizza l'importanza di "grandi spinte, davvero forti con quei muscoli delle braccia, cercando di entrare nella pista il più velocemente possibile". La discesa prosegue immediatamente con una curva sinistra impegnativa e piccoli salti che richiedono precisione tecnica.

Il settore Tofana rappresenta uno dei momenti più critici della pista. "Devi avere un po' di direzione entrando in Tofana", racconta Alcott, descrivendo come in soli 4 secondi si passi da 50 a 80 miglia orarie su una pendenza di 62 gradi. Questa sezione mette alla prova anche i migliori specialisti della discesa libera.

Tecnica e velocità nel cuore della pista

La parte centrale del tracciato presenta il settore Delta e la sezione Suzuki, dove Alcott dimostra la posizione aerodinamica con "tuck a una mano" mentre mantiene una linea attiva e impegnata. "È volante, devi impegnarti sulla linea", sottolinea, evidenziando come la pista richieda coraggio e precisione simultanei.

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Le condizioni della neve aggiungono ulteriore complessità: "È ghiacciata, è veloce, è molto tecnica", descrive l'atleta britannica mentre affronta le curve più insidiose del percorso, inclusa la famosa "money turn" che porta verso i prati.

Il finale e l'esperienza complessiva

Gli ultimi metri della discesa non concedono tregua, con un'altra sezione veloce che conduce al settore Romero, caratterizzato da compressioni e "sguardi ciechi" che richiedono anticipazione e istinto. Il gran finale prevede l'ultimo salto prima del traguardo, dove Alcott conclude con un "grande movimento in avanti" prima di attraversare la linea d'arrivo.

"Mi sento assolutamente viva, anche se le mie gambe sono praticamente morte", confessa Alcott al termine della sua corsa, riassumendo perfettamente l'intensità fisica e mentale richiesta da questa pista leggendaria che continua a essere protagonista delle competizioni olimpiche e di Coppa del Mondo.

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