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venerdì 16 ottobre 2026

Sci alpino

La FIS rinuncia ai Mondiali extra 2028, ma il piano dal 2032 resta

Il Consiglio FIS esclude Mondiali aggiuntivi nel 2028 dopo uno studio di fattibilità, ma vuole comunque un grande evento negli anni pari senza Olimpiadi a partire dal 2032.

3 min di lettura snowpost

Sci alpino (foto d'archivio)
Foto: Wolfgang Moroder / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Il Consiglio di Ginevra accantona l'ipotesi 2028

Nel 2028 non ci saranno Mondiali aggiuntivi. La Federazione internazionale di sci e snowboard (FIS) ha confermato, al termine di una riunione del Consiglio a Ginevra, che il calendario 2027/28 non prevede alcun grande evento supplementare. Lo ha riferito venerdì mattina l'agenzia di stampa svizzera Keystone-ATS.

La decisione si basa su uno studio di fattibilità commissionato dalla stessa FIS. Secondo la federazione, la tempistica ormai troppo ravvicinata per la commercializzazione comporterebbe rischi per la qualità dell'organizzazione e limiterebbe il potenziale economico dell'evento. In parole semplici: con soli 16 mesi circa a disposizione, mancava il tempo necessario per trovare una sede, i broadcaster e i partner commerciali per una rassegna iridata del tutto nuova.

L'evento previsto avrebbe riunito più discipline: sci alpino, sci nordico, snowboard e freestyle. Sarebbe stata la prima volta che un Mondiale di questo tipo si disputava in un anno pari.

Il progetto a lungo termine resta sul tavolo

L'annuncio di venerdì è un rinvio, non una retromarcia. La FIS ha ribadito di essere fermamente intenzionata, in linea di principio, a istituire un grande evento internazionale negli anni pari senza Giochi olimpici invernali, a partire dal 2032. Secondo la federazione, questo spazio vuoto nel calendario sportivo mondiale offre maggiore visibilità e un valore commerciale aggiuntivo.

Attualmente i Mondiali di sci alpino e di sci nordico si disputano ogni due anni, negli anni dispari. Se il progetto andasse in porto, ogni inverno senza Olimpiadi avrebbe una propria rassegna con assegnazione di titoli: di fatto, un Mondiale quasi ogni stagione.

Forti resistenze da Austria e Svizzera

Questa prospettiva ha suscitato forti critiche nelle ultime settimane. La Federazione sciistica austriaca (ÖSV) si è schierata con decisione contro il piano: la conferenza dei presidenti ha votato all'unanimità contro a fine agosto. Il direttore sportivo dell'ÖSV Mario Stecher, citato dall'emittente austriaca ORF, ha avvertito che si perderebbe la natura speciale di un Mondiale. Tra i timori della federazione ci sono la svalutazione della Coppa del Mondo, un'inflazione dei titoli iridati e un calendario ancora più fitto per gli atleti.

Scetticismo anche dalla Svizzera. Secondo i media elvetici, Marco Odermatt, figura dominante dello sci alpino maschile, ha poca fiducia nell'idea di Mondiali quasi annuali. Per i protagonisti della Coppa del Mondo, che già gareggiano da fine ottobre a marzo, un ulteriore picco stagionale significherebbe un carico di fatica in più.

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La FIS, al contrario, ha motivato il progetto soprattutto con la crescita del pubblico e nuove entrate: argomenti a cui, evidentemente, non è pronta a rinunciare.

Prossime tappe: Crans-Montana e Falun

Per gli atleti, nel breve periodo non cambia nulla. Il prossimo appuntamento clou resta il 2027: gli sciatori alpini si giocheranno le medaglie a Crans-Montana, in Svizzera, mentre i Mondiali nordici si svolgeranno a Falun, in Svezia. Gli specialisti di snowboard e freestyle assegneranno i titoli 2027 in Austria, tra il Vorarlberg (Montafon) e il Tirolo (Kühtai).

Prima ancora, la nuova stagione di Coppa del Mondo di sci alpino prenderà il via il 24 e 25 ottobre con i tradizionali slalom giganti sul ghiacciaio del Rettenbach a Sölden. La FIS fa sapere che definirà i dettagli del concetto post-2032 – formato, procedura di assegnazione e sedi – nei prossimi passaggi.

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