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venerdì 16 ottobre 2026

Biathlon

Grazie, Doro: Wierer chiude dopo la mass start olimpica

A 36 anni Dorothea Wierer dice basta dopo la mass start dei Giochi di casa: 17 anni di Coppa del Mondo e 16 medaglie iridate. E con lei si chiude un'intera generazione del biathlon.

3 min di lettura snowpost

L'ultima immagine è quella che ogni campione vorrebbe: Dorothea Wierer al cancelletto della mass start olimpica, ai Giochi di casa, davanti al suo pubblico. Poi il sipario, senza un'altra gara né un tour d'addio: la chiusura del cerchio là dove il cerchio aveva più senso. A 36 anni, la regina del biathlon azzurro ha detto basta, chiudendo una carriera lunga diciassette stagioni di Coppa del Mondo.

Sedici medaglie iridate, un'era intera

I numeri raccontano una longevità fuori dal comune: diciassette anni ai vertici del circuito e sedici medaglie conquistate ai Mondiali. Ma i numeri, da soli, non bastano a spiegare cosa ha rappresentato Wierer per il movimento italiano: un punto di riferimento costante, stagione dopo stagione, e un volto capace di portare il biathlon fuori dalla sua nicchia.

Che l'addio sia arrivato dopo una mass start olimpica in Italia aggiunge al finale un peso simbolico che nessuna sceneggiatura avrebbe osato scrivere.

Un'onda di addii

Doro non se ne va da sola. L'estate post-olimpica sta falcidiando una generazione intera: in Germania si fermano Franziska Preuß e Johannes Kühn, l'Austria saluta Eder — a 43 anni —, Komatz e Hauser, la Svezia perde Ivarsson. Gli svedesi, peraltro, ripartono da una base solida: le sorelle Öberg, Samuelsson e Ponsiluoma restano, Magnusson ha confermato che continuerà, e alle spalle c'è una stagione da record con 34 podi in Coppa del Mondo e tre medaglie olimpiche. I fratelli Bø, invece, avevano già chiuso nel marzo 2025: ai Giochi hanno lavorato come opinionisti per la tv norvegese NRK.

Il risultato è un circuito che nel 2026-2027 avrà un volto profondamente nuovo, con gerarchie tutte da riscrivere.

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Il biathlon che verrà

In Norvegia il testimone passa a Sturla Holm Lægreid, vincitore della classifica generale 2024-25 e bronzo olimpico nella sprint. Ma non mancano gli scossoni: Endre Strømsheim, campione del mondo della mass start nel 2025, e Vebjørn Sørum sono rimasti fuori dalla squadra nazionale, complici problemi di salute, mentre dal fondo arriva Einar Hedegart, 24 anni e già a medaglia sugli sci stretti, pronto a cambiare disciplina.

La Francia, al contrario, riparte con il blocco intatto: Perrot, vincitore della Coppa generale, il campione olimpico della sprint Fillon Maillet, Jeanmonnot e Julia Simon, oro nella 15 km. In Germania, orfana di Preuß, il gruppo femminile riparte invece da Janina Hettich-Walz e da una nuova allenatrice, Sandra Flunger.

Il calendario, intanto, non aspetta nessuno. Il 23 agosto il City-Biathlon di Dresda — trasferito da Wiesbaden — offrirà il primo assaggio d'élite dell'estate. E il prossimo grande obiettivo del circuito è già fissato: i Mondiali 2027 di Otepää, dall'8 al 21 febbraio, per la prima volta in Estonia. Sarà il primo grande appuntamento iridato senza Doro — e il biathlon dovrà imparare a farne a meno.

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