Johannes Høsflot Klæbo è entrato in un club esclusivo: è solo il secondo atleta nella storia olimpica a conquistare 10 o più medaglie d'oro.
Il fuoriclasse norvegese dello sci di fondo ha raggiunto questo traguardo straordinario, unendosi al leggendario nuotatore americano Michael Phelps come unici detentori di questo record. Un risultato che sottolinea la dominanza assoluta di Klæbo nel fondo mondiale negli ultimi anni.
Klæbo, classe 1996, ha costruito la sua collezione olimpica attraverso tre edizioni dei Giochi. La sua ascesa è stata fulminea: già a PyeongChang 2018, alla sua prima Olimpiade a soli 21 anni, conquistò tre ori. A Pechino 2022 aggiunse altre quattro medaglie d'oro al suo palmares, confermandosi come il dominatore indiscusso della specialità. Il decimo oro olimpico rappresenta l'ennesima pietra miliare di una carriera straordinaria.
Un paragone con Michael Phelps
Il confronto con Michael Phelps è inevitabile, ma le differenze tra i due sport rendono entrambi i risultati unici. Phelps ha accumulato ben 23 ori olimpici nel nuoto tra il 2004 e il 2016, gareggiando in molteplici stili e distanze in ogni edizione dei Giochi. Il nuoto offre numerose opportunità di medaglia in un'unica Olimpiade, con programmi che includono gare individuali, staffette e diverse specialità.
Lo sci di fondo, al contrario, presenta un numero più limitato di gare per edizione olimpica. Questo rende il traguardo di Klæbo ancora più impressionante in termini di consistenza e longevità. Ogni medaglia d'oro nello sci di fondo richiede anni di preparazione specifica e la capacità di mantenere il massimo livello attraverso diverse stagioni olimpiche.
Il dominio norvegese nel fondo
Il successo di Klæbo si inserisce nella grande tradizione norvegese dello sci di fondo, sport nazionale per eccellenza in Norvegia. Il paese scandinavo ha dominato questa disciplina per decenni, producendo campioni generazione dopo generazione. Klæbo rappresenta l'ultima evoluzione di questa scuola vincente, combinando tecnica raffinata, potenza fisica e intelligenza tattica.
Con ancora diversi anni di carriera davanti a sé, il norvegese potrebbe ulteriormente ampliare il divario con tutti gli altri atleti olimpici invernali. Il suo decimo oro olimpico non è solo un traguardo personale, ma un momento storico per lo sport invernale: un atleta che riscrive i confini del possibile nel fondo mondiale.